Risonanza magnetica encefalica con indice di Scheltens

pubblicato:
20-09-2016

Gli esami di neuroimaging sono previsti come criteri di supporto alla diagnosi di malattia di Alzheimer, quando documentano una atrofia corticale progressiva in indagini seriali.
Nella malattia di Alzheimer sono stati condotti numerosi studi finalizzati a evidenziare atrofia delle aree corticali deputate ai processi mnesici a livello del lobo temporale mediale con particolare riferimento all’ippocampo, giro paraippocampale, subiculo, corteccia entorinale e amigdala.
Il neuroimaging, in generale, ma soprattutto la RM sono risultati in grado di apportare un sostanziale miglioramento nella certezza della diagnosi e nel controllo dell'evolutività clinica della demenza.
Presentiamo un'indagine RM quantitativa, condotta con apparecchiatura di ultima generazione ad alta potenza del campo magnetico GE Optima 1,5 Tesla che, grazie a immagini volumetriche ad alta definizione (HD), consente di valutare il volume effettivo ippocampale, quantificando l'atrofia temporale mnesiale.
L'indice è basato sulla valutazione ispettiva e standardizzata di immagini coronali di RM.
I parametri di riferimento anatomici sono l'ampiezza del corno temporale, l'altezza ippocampale e l'ampiezza della fessura coroidea, che devono essere valutate ispettivamente per l'assegnazione del punteggio di atrofia.
I dati oggettivi volumetrici vengono comparati con la tabella di riferimento di Scheltens per l'assegnazione del punteggio di atrofia.
Tale metodo di studio attualmente rappresenta lo standard diagnostico di riferimento più attendibile basato su migliaia di misurazioni.

Dott. Ruggiero Calabrese
Specialista in diagnostica per immagini e neuroradiologia

Esempio di indagine RM con indice di Scheltens

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encefalica